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Te Deum1«Te Deum laudamus, Te Dominum confitemur».
«T
e hominem laudamus».

Nell’ultimo giorno di quell’anno il Buon Dio era in Cielo e guardava in giù, in una piccola chiesa dove la gente si accingeva a cantare il «Te Deum» di ringraziamento. La chiesa non aveva più campanile né campane e il vecchio parroco aveva dovuto tappare alla meglio i grossi buchi delle mura e del tetto, perchè i fedeli, nei giorni di pioggia e di neve non si bagnassero troppo.

SantaFamigliaQui tutto parla. Tutto ha un senso.
Qui tutto ha una voce, tutto ha un significato.


La casa di Nazareth è la scuola dove si è iniziati a comprendere la vita di Gesù, la scuola del Vangelo. Qui si impara ad osservare, ad ascoltare, a meditare, a penetrare il senso, così profondo e così misterioso, di quella semplice, umile, bella manifestazione del Figlio di Dio. Forse anche impariamo, quasi senza accorgercene, ad imitare.
Qui si impara il metodo con cui potremo entrare nella intelligenza di Cristo.

Bambinellojpg«Come cantare la gioia del Natale?».

All’inizio della pandemia del Covid-19 con il primo lockdown, come italiani e come cittadini di questo mondo, abbiamo cantato scambiandoci l’augurio che «andrà tutto bene» Abbiamo proclamato con il canto la nostra fiducia e la nostra speranza. Abbiamo però anche visto e vissuto l’immane tragedia che ha riguardato non poche vite umane per le quali, a causa di questo male, di questo nemico invisibile, non è andata bene perché non ce l’hanno fatta. Ci ritroviamo ancora, purtroppo, dentro una tragedia che ci tocca da vicino. Quello che stiamo vivendo non è una rappresentazione o la scena di un film, ma una realtà vera in carne ed ossa; non è solo questione di numeri, di curve che salgono e che scendono, che ci danno angoscia, ma si tratta di persone, di relazioni, di legami, di vita vissuta; persone stroncate dalla sofferenza e dalla morte; persone che hanno patito e sono decedute senza aver ricevuto l’affetto, la vicinanza e il conforto dei propri cari nell’ultimo drammatico e solenne passaggio che la vita umana riserva ed esige.

Capanna2020«È tutto nato allora...».

Abbiamo sentito ora la narrazione della nascita di Gesù secondo il testo di Luca. Questo debbo dire: non si tratta soltanto di una commemorazione, no. Le divine cose hanno un’eterna permanenza, e tutto quello che fu reale allora, è reale in questo momento. Qui c’è Cristo, tra poco ci sarà sull’altare, qui c’è la Vergine. Qui c’è il protettore, padre putativo di Cristo. Qui si riproduce quello che allora è accaduto: sono arrivati i pastori: noi teniamo il posto dei pastori. E lo sguardo del Divino Fanciullo si posa sopra di noi, come allora si è posato sui pastori.

Autobus ATV

Giorni Feriali
Linea 70 (fermata Piazzale del Cimitero)
Linee 11-12-13-51 (fermata Chiesa di San Paolo) - 300m a piedi
Giorni Festivi
Linea 94 (fermata Piazzale del Cimitero)
Linee 90-92-98 (fermata Chiesa di San Paolo) - 300m a piedi