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AlexanderTschugguel«Io ho gettato le Pachamama nel Tevere.
Ed ecco perché l’ho fatto».

Il 21 ottobre scorso, a Roma, proprio nel pieno svolgimento del Sinodo sull’Amazzonia, un giovane fedele cattolico austriaco, Alexander Tschugguel, entra di mattina molto presto, con alcuni amici, nella Chiesa di Santa Maria in Transpontina, ruba le immagini lignee della Pachamama e le getta nel fiume Tevere. Ecco la sua testimonianza diretta sul perché lui e i suoi amici hanno compiuto quel gesto.
Salve, mi chiamo  Alexander Tschugguel e sono la persona che ha gettato l’idolo Pachamama nel Tevere. Perché l’ho fatto? Dovete sapere che ho seguito molto da vicino quello che stava accadendo a Roma al Sinodo sull’Amazzonia, e ho pensato che avrei dovuto avere più informazioni. Per questo mi sono recato a Roma all’inizio del Sinodo...

CommDefuntiMessa da morto?
«Requiem aeternam dona eis, Domine».


In questo giorno della Commemorazione dei Fedeli Defunti, la nostra riflessione ci farà andare molto indietro nel tempo, nella storia della Chiesa e della Liturgia, Vorrei recuperare alcuni simboli molto antichi, usati per secoli nella Chiesa Cattolica. La Messa per i Defunti ha cambiato radicalmente tono negli ultimi 50 anni, cioè dopo la riforma liturgica voluta dal Concilio Vaticano II. Prima si chiamava «Messa da morto», ora invece si chiama «Messa esequiale». Questa parola deriva dalla lingua latina «exequialis» che significa sempre rito funebre. Certo che dire «Messa da morto», mi fa vedere subito la cosa; e dire invece «Messa esequiale» non me la fa vedere, ci devo pensare su un momento. La morte è una cosa tremendamente seria, la più seria di tutte le cose che possono capitare all’uomo; perché l’uomo che fa quel passaggio ha finito di essere uomo sulla terra, e questa è una perdita, su cui non si piangerà mai abbastanza. Credo che la vecchia Messa da morto faceva sentire quel dramma tremendo.

I paramenti neri:
«con ricami argentati e dorati... segno della vita».

I canti:
«Requiem aeternam... Dies irae, dies illa...Libera me Domine...».

Il catafalco:
«Absolutio super tumulum - Assoluzione sopra il tumulo».

AnimePurgatorio«Un luogo di giustizia e di misericordia».
Il Purgatorio: purificazione finale degli eletti.
 
Un giorno un frate chiese a Padre Pio di applicare la celebrazione della Santa Messa a suffragio dell’anima di suo padre, morto trent’anni prima. Padre Pio disse che lo avrebbe fatto nella Messa del giorno dopo. La mattina seguente Padre Pio disse a quel frate: «Gioisci. Oggi il tuo papà è entrato in paradiso!». Ma quel frate, invece di gioire, si rattristò e disse: «Ma Padre, il mio papà è morto già da trent’anni». Al che Padre Pio esclamò: «Dinanzi a Dio tutto si paga».
 
«Dinanzi a Dio tutto si paga»: sta qui la ragione del Purgatorio. Ma nel Purgatorio ci sono anche le gioie. Anzitutto, la certezza della salvezza eterna. Poi là non si pecca più: finchè si sia in vita non si sa se si cadrà in peccato. In Purgatorio invece v’è la certezza di poter amare per sempre il Signore, senza più offenderlo. I nostri suffragi alleviano, abbreviano o addirittura eliminano le pene. Molti Santi e teologi, poi, parlano di una relazione intensa fra le anime del Purgatorio e gli Angeli del cielo. Infine, la visita di Maria Santissima, per confortare le anime del Purgatorio. Dunque, un «luogo» di giustizia e di misericordia.

20DomTOAnnoA2017La donna che incontriamo non è ricordata con il suo nome, ma solo con la descrizione della sua origine: una Cananea, secondo il Vangelo di Matteo; una Sirofenicia, secondo Marco.  Questo significa che si tratta di una straniera, che non appartiene al Popolo eletto e non ne condivide la fede: è una pagana.

Autobus ATV

Giorni Feriali
Linea 70 (fermata Piazzale del Cimitero)
Linee 11-12-13-51 (fermata Chiesa di San Paolo) - 300m a piedi
Giorni Festivi
Linea 94 (fermata Piazzale del Cimitero)
Linee 90-92-98 (fermata Chiesa di San Paolo) - 300m a piedi