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CommDefuntiMessa da morto?
«Requiem aeternam dona eis, Domine».


In questo giorno della Commemorazione dei Fedeli Defunti, la nostra riflessione ci farà andare molto indietro nel tempo, nella storia della Chiesa e della Liturgia, Vorrei recuperare alcuni simboli molto antichi, usati per secoli nella Chiesa Cattolica. La Messa per i Defunti ha cambiato radicalmente tono negli ultimi 50 anni, cioè dopo la riforma liturgica voluta dal Concilio Vaticano II. Prima si chiamava «Messa da morto», ora invece si chiama «Messa esequiale». Questa parola deriva dalla lingua latina «exequialis» che significa sempre rito funebre. Certo che dire «Messa da morto», mi fa vedere subito la cosa; e dire invece «Messa esequiale» non me la fa vedere, ci devo pensare su un momento. La morte è una cosa tremendamente seria, la più seria di tutte le cose che possono capitare all’uomo; perché l’uomo che fa quel passaggio ha finito di essere uomo sulla terra, e questa è una perdita, su cui non si piangerà mai abbastanza. Credo che la vecchia Messa da morto faceva sentire quel dramma tremendo.

I paramenti neri:
«con ricami argentati e dorati... segno della vita».

I canti:
«Requiem aeternam... Dies irae, dies illa...Libera me Domine...».

Il catafalco:
«Absolutio super tumulum - Assoluzione sopra il tumulo».

Tutti i Santi1«Presente! Sono qui».
«Non vivo più io, ma Cristo vive in me» Gal 2,20.

«Rallegriamoci tutti nel Signore». La liturgia invita a condividere e ad assaporare la gioia del cielo dei Santi, che non sono una esigua casta di eletti, ma una folla senza numero, verso i quali siamo esortati oggi a levare lo sguardo. In tale moltitudine non vi sono soltanto i santi ufficialmente riconosciuti, ma i battezzati di ogni epoca e nazione, che hanno cercato di compiere con amore e fedeltà la volontà di Dio.

Daniele ComboniBattezzati e inviati:
la Chiesa di Cristo in missione nel mondo.


La Giornata Missionaria Mondiale 2019 porta questo tema: «Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo». Siamo aiutati e sorretti da un Santo della nostra Chiesa Veronese. Daniele Comboni, nasce a Limone sul Garda il 15 marzo 1831, si apre all’ideale missionario nell’Istituto don Mazza a Verona. Ordinato sacerdote nel 1854, tre anni dopo parte per l’Africa con la certezza che gli Africani sarebbero divenuti essi stessi protagonisti della salvezza. Nel 1867 fonda l’Istituto dei Comboniani e nel 1872 quello delle Suore Comboniane. Spende tutta la sua vita per gli Africani e si batte per la loro liberazione. Consacrato Vescovo dell’Africa Centrale nel 1877, opera per l’evangelizzazione e la promozione umana fino alla morte, che lo coglie, stroncato dalle fatiche e dalle croci, il 10 ottobre 1881 a Khartoum, a soli 50 anni. È beatificato a Roma il 17 marzo 1996 e la cerimonia di canonizzazione è celebrata il 5 ottobre 2003. San Daniele Comboni, prega per noi!

Autobus ATV

Giorni Feriali
Linea 70 (fermata Piazzale del Cimitero)
Linee 11-12-13-51 (fermata Chiesa di San Paolo) - 300m a piedi
Giorni Festivi
Linea 94 (fermata Piazzale del Cimitero)
Linee 90-92-98 (fermata Chiesa di San Paolo) - 300m a piedi