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MosRoveroArdenteUn roveto che arde, ma che non si consuma...mai!.
«Il luogo sul quale tu stai è suolo santo!» Es 3,5.


Terza Domenica di Quaresima, per noi discepoli di Gesù, una Quaresima di attesa dei cieli nuovi e della terra nuova che Gesù ci porterà con la sua Risurrezione, con la sua vittoria della vita sulla morte. Una Quaresima che proclama che Dio è magnifico, splendido, luminoso. La prima lettura ci presenta la figura di Mosè e il bellissimo brano del roveto ardente. Mosè era potente in parole e in opere, istruito, adottato dalla figlia del faraone, salvato dalle acque. Quando sta per compiere i 40 anni...

Trasfigurazione Cappella SeminarioAvvolti nella Luce.
«E' bello per noi stare qui» Lc 9,33.

La scena della Trasfigurazione si discosta dall’iconografia tradizionale ad andamento orizzontale, che mette in alto e ai lati di Cristo le figure di Elia e Mosè e sotto i tre discepoli negli atteggiamenti del dialogo, del timore e dell’adorazione. La scena si staglia su un fondo decisamente nero, ad indicare che di fronte alla luce divina del Trasfigurato, quella del giorno annichilisce e diventa notte.
«La Trasfigurazione» Marko Rupnik 2012 - Cappella del Seminario Vescovile di Verona.

7Enonciindurreintentazione«Et ne nos inducas in tentationem» Marzo 2019.
«E non ci indurre in tentazione...» Mt 6,13.


È domenica sera di un anno fa e sono di ritorno dalla S. Messa festiva. Racconto quanto ho vissuto durante la celebrazione della Santa Messa di questa sera. Scrivo da Milano, vi risiedo da qualche anno dopo aver lasciato la regione nella quale sono nato e cresciuto fino all’età di 23 anni. Milano, si sa, è la locomotiva d’Italia e funge spesso da cassa di risonanza di tutte le novità che poi, da qui, si riverberano nel resto del paese. Nulla di particolarmente eccezionale se ciò riguarda abitudini e stili di vita del mondo, mentre molto più interessante diventa la cosa se a essere anticipati e amplificati sono i cambiamenti di cui si discuterà nei prossimi mesi in ambito ecclesiale. 
Ebbene, proprio questa sera, il sacerdote della mia Parrocchia, al momento della preghiera del Padre nostro, ci ha annunciato l’imminente cambiamento invitandoci, a seguirlo già da questa sera stessa nell’utilizzo della nuova espressione «E non abbandonarci alla tentazione» in luogo della vecchia «E non indurci in tentazione». Da cattolico fedele al «depositum fidei» ho iniziato a mugugnare tra me e me alle parole del sacerdote, ma fatto sta che questi ha pregato il Padre Nostro usando la nuova traduzione. Dal canto mio sono rimasto fedele al testo insegnatomi fin da quando ero bambino e ho alzato il tono della voce al momento di chiedere a Nostro Signore di non indurmi in tentazione, con la speranza che i miei vicini di banco sentissero la dissonanza rispetto alle parole del celebrante.

6Rimettianoiinostridebiti«Et dimitte nobis debita nostra...» Marzo 2019.
«Rimetti a noi i nostri debiti...» Mt 6,12.

La congiunzione «e – kài» unisce strettamente la richiesta del perdono a quella del pane. Il perdono è indispensabile alla vita dei discepoli di Cristo, come lo è il pane per l’esistenza terrena; infatti la Chiesa senza perdono donato dal Padre e da lei accolto e vissuto, risulta infedele. Padre, siamo tue creature, Tu ci hai donato la vita. Siamo peccatori che non rendono a te quello che è tuo, esercitiamo una giustizia che non supera quella degli scribi e dei farisei, siamo tralci che non portano frutto, debitori di centomila talenti, uomini che vogliono essere i primi, cristiani che non vivono l’amore e il perdono nelle loro comunità di fratelli nella fede. Il perdono che tu ci doni è Gesù.

5Daccioggiilnostropanequotidiano«Panem nostrum cotidianum da nobis hodie» Febbraio 2019.
«Dacci oggi il nostro pane quotidiano» Mt 6,11.

«Quando chiediamo il pane quotidiano, chiediamo tutto quanto in questa vita ci è necessario per il corpo. Ma Gesù ha detto: “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” Mt 6,35. Per pane quotidiano s’intende bene anche quest’altra cosa: la tua Eucarestia, che è pane quotidiano. I fedeli sanno molto bene questo, e fanno bene a riceverlo perché, in questa vita, esso è necessario ogni giorno. Pregano, per il loro bene, per essere buoni e perseverare nella bontà, nella fede e nella vita cristiana. Questo essi desiderano, per questo pregano: se infatti non persevereranno nella vita cristiana, saranno separati da quel pane. Allora, che significa: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano?”. Vivere in modo da non doversi mai separare dall’altare di Dio. Pane quotidiano è anche la Parola, che ogni giorno vi viene offerta e spezzata. Chiedendo il pane quotidiano, intendiamo chiedere anche questo pane: in una parola, tutto quanto è necessario al nostro corpo e al nostro spirito» S. Agostino.

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Giorni Feriali
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Linea 94 (fermata Piazzale del Cimitero)
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