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MadSaluteVeneziaNel tempo del «Coronavirus»
l’antica supplica «Stella Caeli exstirpavit».


Per lodevole iniziativa di tanti Sacerdoti vengono irradiate le preci che venivano recitate devotamente quando scoppiavano le micidiali pestilenze che affliggevano intere popolazioni. Ecco l’antica supplica «tempore pestis - Stella Caeli exstirpavit», che ha avuto origine nell’antica, splendida Città di Coimbra in Portogallo. Nel 1317 quando scoppiò una violenta pestilenza, le monache di Santa Chiara di Coimbra elevarono questa supplica al Cielo e pressoché immediata fu la cessazione del contagio.

CanaNozzeSignore, muta quest'acqua nel vino del tuo amore.
«Egli manifestò la sua gloria» Gv 2,11.

Anche col primo miracolo di Cristo, alle nozze di Cana, la Chiesa vuole mostrare al mondo l'«apparizione» del Signore. In chiusa al Vangelo si dice: «Egli manifestò la sua gloria», cioè egli rivelò la sua divinità col primo miracolo. Questo Vangelo è molto edificante.
 Come amorevolmente ci viene dipinto il Salvatore! Cristo ama la gioia; prende parte a una festa di famiglia e la santifica. Compie il suo primo miracolo in un festino di nozze.

BattesimoGes2021Attrai anche noi, Gesù, alle acque del Giordano.
«O voi tutti assetati venite all’acqua» Is 55,1.

Si conclude il Tempo di Natale e la liturgia ci fa tornare là dove, nel tempo di Avvento eravamo partiti: al fiume Giordano. I primi due versetti del Vangelo li avevamo già ascoltati proprio la seconda domenica di Avvento. Oggi si compie un cammino che dal desiderio, dall’attesa nella quale Giovanni Battista ci aveva introdotto ci conduce alla conferma che Gesù è il Figlio di Dio mandato nel mondo: «Tu sei il figlio mio, l’amato!». È una nuova Epifania, è una nuova manifestazione, quindi è necessario continuare a cercare, a rimanere in ascolto, per non perderci nulla di quello che il Padre ci vuole rivelare di suo Figlio. Il Natale è rivelazione, come lo sono l’Epifania, il Battesimo al Giordano, le nozze di Cana... ma, ripeto, è necessario continuare a cercare perché ogni domenica, ogni giorno Gesù fa come allora al Giordano, viene per fare nuovi incontri, nuove immersioni nell’umanità. Quanti incontri per Gesù, dopo quell’incontro con l’umanità in cammino, in ricerca di qualcosa di nuovo, uomini e donne disposti ad un cambio per diventare migliori, carichi della propria verità ma non schiacciati dai propri errori, anzi!

Magi1I Magi: maestri nella ricerca del volto di Dio.
«Alcuni Magi vennero da Oriente...» Mt 2,1.

È la Solennità dell’Epifania. Questo nome viene dal verbo greco «epifaino» che significa rendersi manifesto dall’alto: la manifestazione della presenza divina. I greci impiegavano questo termine per parlare delle manifestazioni prodigiose degli Dei che intervenivano con apparizioni, con miracoli con grandi gesti in cui si rivelava la loro potenza quando intervenivano per soccorrere nel momento del bisogno… per esempio per aiutare in una battaglia e si diceva che c’era stata una epifania della divinità, la potenza soccorritrice del loro dio. Il testo di Isaia di oggi è un brano tratto dai suoi ultimi dieci capitoli (56-66). Il profeta scrive questi capitoli all’epoca del ritorno degli ebrei dall’esilio di Babilonia, quando Gerusalemme è ancora un cumulo di macerie. Isaia inizia una sezione di tre capitoli che celebra la gloria di Gerusalemme, riflesso della gloria del Signore che brilla su di lei. Il ritorno dall’esilio è un segno che il Signore non si è dimenticato del suo popolo e della sua città. 

Autobus ATV

Giorni Feriali
Linea 70 (fermata Piazzale del Cimitero)
Linee 11-12-13-51 (fermata Chiesa di San Paolo) - 300m a piedi
Giorni Festivi
Linea 94 (fermata Piazzale del Cimitero)
Linee 90-92-98 (fermata Chiesa di San Paolo) - 300m a piedi