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GrottaNativitBetlemme«La Luce della Pace arriva anche a Verona».
«Veniva nel mondo la luce vera» Gv 1,9.

Nella Basilica della Natività a Betlemme vi sono tante lampade ad olio che ardono perennemente da molti secoli, alimentate dall’olio donato da tutte le nazioni cristiane della Terra. Dal 1986, poco prima di Natale, un bambino austriaco accende un lume dalla lampada nella Grotta di Betlemme e la porta a Vienna e da lì viene diffusa in tanti paesi europei. 
Anche noi abbiamo acceso questo lume dal treno che è passato da Verona e lo alimenteremo per tutto il tempo di Natale. Le persone di buona volontà si impegnano in questi giorni a diffonderla a tutti quelli che desiderano averla.

BenedizBambinelliBenedizione dei Bambinelli.
«Poichè un bambino è nato per noi» Is 9,5.

Abbiamo bisogno di un Dio vicino, che riscalda il nostro cuore e risponde alle nostre attese più profonde: questo Dio si è manifestato in Gesù, nato dalla Vergine Maria. Quel Bambinello che mettiamo nella capanna è il centro di tutto, è il cuore del mondo. Benedetto XVI – Benedizione dei Bambinelli Dic. 2009.

Noi ti diciamo grazie, Signore Gesù,
che ti sei fatto uomo come noi;
nella tua nascita a Betlemme hai rivelato la dignità
dei piccoli e hai fatto di loro la misura del Regno dei Cieli.
Ti preghiamo, perché con la tua benedizione
queste immagini di Gesù, che sta per venire tra noi,
siano, nelle nostre case,
segno della tua presenza e del tuo amore.
Benedici e proteggi le nostre famiglie;
tieni tutti e sempre vicini a te con Maria e Giuseppe
nella semplicità della Santa Famiglia.


MadonnaIncoronata72«Ave o piena di grazia».
«Io sono l’Immacolata Concezione».

In una fredda mattina del gennaio 1849 Pio IX si affaccia dal balcone del palazzo che lo ospita e vede il mare in tempesta. È preoccupato. Gli è accanto il cardinal Lambruschini suo compagno di esilio nella fortezza di Gaeta. Erano fuggiti da Roma in seguito alla rivolta che già aveva fatto delle vittime. Il cardinale dice al Papa: «Vostra Santità non guarirà il mondo dai mali che l’opprimono… se non proclamando articolo di fede l’Immacolata Concezione della Madonna».
Pochi giorni dopo Pio IX diffonde un lettera in cui chiede ai Vescovi di prendere posizione sul dogma dell’Immacolata. L’esito è quasi plebiscitario e l’8 dicembre del 1854 il Papa può dichiarare il solenne dogma di fede secondo cui «La beatissima Vergine Maria sin dal primo istante del concepimento, per singolare grazia e privilegio di Dio e in vista dei meriti di Gesù Cristo, fu preservata immune da ogni macchia di peccato originale».
La mattina di quell’8 dicembre, nella Basilica di San Pietro, al momento della lettura del testo ufficiale, Pio IX è investito da un fascio di luce proveniente dall’alto, fenomeno sorprendente, perché in nessun periodo dell’anno, e tanto meno alla vigilia della stagione invernale, da nessuna finestra un raggio di luce poteva raggiungere l’abside dove si trovava il Papa. È una sorta di «approvazione del cielo», l’auspicio di un più lieto avvenire nell’allora tormentata vita della Chiesa. E la proclamazione dell’Immacolata ridà nuove risorse spirituali alla comunità dei credenti. Tre anni e pochi mesi dopo quell’8 dicembre, precisamente l’11 febbraio del 1858, la Madonna apparendo a Lourdes, con tono solenne, a Bernardette che le chiedeva con insistenza chi fosse dice: «Io sono l’Immacolata Concezione» a conferma del pronunciamento papale.
La festa dell’Immacolata si intona perfettamente con lo spirito dell’Avvento; mentre l’anima si prepara alla venuta del Redentore, è giusto pensare a Colei, «la tutta pura», che gli fu Madre. Proprio in vista del sublime privilegio che farà di lei la Madre del Verbo Incarnato, Maria, unica fra tutte le creature, fu preservata dal peccato originale. Nell’Immacolata però non vediamo solo la preservazione dal peccato originale, l’assoluta assenza da ogni minima ombra di imperfezione, ma vediamo anche un altro punto di vista di questo mistero che la rese, fin dal primo momento della sua esistenza, «piena di grazia». L’Immacolata si presenta a noi come la purissima Sposa dello Spirito Santo, non solo in rapporto alla sua maternità divina, ma ancora in rapporto a tutta la sua vita nella quale si muove unicamente sotto il di Lui impulso.

1Avvento2013bisLa triplice venuta:
nella carne, in spirito e potenza, in gloria e maestà.

Il titolo dell’omelia della II Domenica di Avvento potrebbe essere espresso così: «La triplice venuta». Se vogliamo penetrare nella profondità dell’Avvento troviamo che questo mistero della venuta di Gesù Cristo è insieme uno e triplice. È uno, perché è lo stesso Figlio di Dio che viene; triplice, perché egli viene in tre tempi e in tre modi. «Nella prima venuta - dice San Bernardo nel quinto sermone sull’Avvento - egli viene nella carne; nella seconda viene in spirito e in potenza; nella terza viene in gloria e in maestà; e la seconda venuta è il mezzo attraverso il quale si passa dalla prima alla terza». Ecco il mistero dell’Avvento.

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Giorni Feriali
Linea 70 (fermata Piazzale del Cimitero)
Linee 11-12-13-51 (fermata Chiesa di San Paolo) - 300m a piedi
Giorni Festivi
Linea 94 (fermata Piazzale del Cimitero)
Linee 90-92-98 (fermata Chiesa di San Paolo) - 300m a piedi