3 Domenica di Quaresima 2018

Quaresima 3"La mia casa sarà casa di preghiera per tutte le nazioni".
L'inaccettabile profanazione delle nostre chiese.

 
È sotto gli occhi di tutti quello che sta accadendo in giro per il mondo cattolico delle nostre chiese, chiese trasformate in ristoranti, in passerelle di moda, in luoghi di comizi politici o culturali, dove tante volte tolgono il Santissimo Sacramento e a parlare sono figure a dir poco ambigue, che approvano il divorzio o l’aborto: forse cose che sembrano ormai scontate per tante persone, anche se non è così!
 
Quaresima 3"La mia casa sarà casa di preghiera per tutte le nazioni".
L'inaccettabile profanazione delle nostre chiese.

È sotto gli occhi di tutti quello che sta accadendo in giro per il mondo cattolico delle nostre chiese, chiese trasformate in ristoranti, in passerelle di moda, in luoghi di comizi politici o culturali, dove tante volte tolgono il Santissimo Sacramento e a parlare sono figure a dir poco ambigue, che approvano il divorzio o l’aborto: forse cose che sembrano ormai scontate per tante persone, anche se non è così!
 
“La profanazione delle nostre chiese”.
Un tema decisivo… noi non ci stiamo a questo processo di profanazione nei confronti delle nostre chiese, che sono luoghi sacri. La prima parola è la parola della bellezza, La prima parola per cercare di riflettere sulla questione delle chiese profanate è la parola “Bellezza”. Un grande teologo, Urs Von Balthasar, parla di una visione di oggi della bellezza, ma di una bellezza spenta, metallica, priva di ogni sussulto mistico… La bellezza che ha preso congedo in punta di piedi dal mondo moderno, la bellezza che non è più amata e custodita neppure dalla religione, in un mondo senza bellezza, in un mondo che non ne è forse privo, ma che non è più in grado di vederla, anche il bene ha perduto la sua forza di attrazione. Il Cardinal Ratzinger ha scritto un bell’articolo dal titolo: “La corrispondenza del cuore nell’incontro con la bellezza”. Ratzinger dice che la bellezza ferisce, e sta parlando della bellezza della liturgia, la bellezza di una celebrazione liturgica raccolta e bella. Benedetto XVI dice: “Chi non conosce la frase tante volte citata di Dostoevskij: -La bellezza ci salverà-? Ci dimentichiamo però - nella maggior parte dei casi - di ricordare che Dostoevskij intende la bellezza redentrice di Cristo”.
Ma dov'è il luogo primario dove noi facciamo esperienza della bellezza di Cristo? Qual è il primo luogo?
La Chiesa lo insegna: è la Liturgia attraverso i Sacramenti, nell'azione sacramentale e liturgica noi incontriamo il Cristo vivente. In modo profetico il Cardinale Ratzinger dice: “Dobbiamo imparare a vederlo, se noi lo conosciamo non più solo a parole, ma veniamo colpiti dalla sua bellezza, allora facciamo veramente la sua conoscenza”. Questa è la questione decisiva: la bellezza che oggi è profanata nelle nostre chiese.
 
C'è un libro di un autore spagnolo, un certo Zavala che dice di aver ricevuto un testo autografo di Suor Lucia di Fatima – e la notizia sembra essere attendibile - dove parla di un uomo dagli occhi come quelli del diavolo che avrebbe creato confusione nella Chiesa e ridotto la Basilica di San Pietro ad una sorta di “chiesa metallica” - usa proprio questa espressione “metallica” - al posto della Bellezza. Sembra essere una delle mostruosità inaccettabili dello smantellamento della Fede Cattolica e riguarda la profanazione delle nostre chiese. Noi cristiani cattolici non ci stiamo a questo. Negli ultimi anni stiamo assistendo a cose a dir poco ridicole, bizzarre e stravaganti, diaboliche cene o pranzi dentro le chiese. È un processo che sembra ormai innescato. Si avviano processi, come quello di profanare le chiese e trasformarle da luoghi di preghiera e di culto, da luoghi sacri… in ristoranti e pub. Sì, è molto doloroso dirlo ma questo sta accadendo! Chiese ridotte a ristoranti e bar, a passerelle di moda e concerti rock, a qualunque cosa… Quando addirittura, come succede nel Nord dell’Europa, le chiese vengono vendute, come in Belgio, in Olanda, in Francia: siccome i cattolici non vanno più a Messa, le Diocesi le vendono alle multinazionali che li trasformano in pub, in ristoranti… in luoghi dove l’atmosfera romanica e gotica colpisce molto e ne fanno locali di divertimento. Oppure come l'ex chiesa cattolica di San Lamberto a Immerath, nella regione della Renania, in Germania, che è stata abbattuta per far posto ad una miniera di carbone che doveva allargarsi.
 
Ma alcune di quelle bellissime chiese, che in Italia restano ancora luoghi di culto significativi, vengono profanate.
C'è una profezia della mistica Caterina Emmerick del 1823, approvata dalla Chiesa, parla del nostro tempo: “Vidi cose deplorevoli. Stavano giocando d'azzardo, bevendo e parlando in chiesa, stavano anche corteggiando le donne… ogni sorta di abomini venivano perpetrati là e i sacerdoti permettevano tutto e dicevano la Messa con molta irriverenza. Vidi che molti pastori si erano fatti coinvolgere in idee che erano pericolose per la Chiesa, stavano costruendo una chiesa grande, strana e stravagante.
Il 1 ottobre scorso, a San Petronio a Bologna, il Vescovo, alla presenza del Papa, ha trasformato la Cattedrale in ristorante, con tanto di chef, di tavole imbandite e di cuochi che andavano e venivano per un pranzo con i poveri. Non parliamo poi della Cattedrale di Palermo: altro ristorante! E quante altre chiese e parrocchie oggi: il Parroco, per essere alla moda e per cercare di piacere a tutti organizza la cena o il pranzo in chiesa. E addirittura, nella parrocchia di Eboli, in Campania, dopo la cena organizzata in chiesa, c'è stato il gioco della tombola! Ma non basta ancora…! Ora hanno scoperto che in chiesa vanno bene anche le sfilate di moda: non ci aveva pensato nessuno. Tacco 12 secondo la tendenza della moda autunno inverno e modelle in passerella e un pubblico interessato a guardare e ad acquistare. È successo nella città di Alba in Piemonte, un venerdì sera: una bella serata di musica e fashion che ha allietato l'inizio del weekend. Le modelle hanno sfilato nella splendida cornice della chiesa di San Domenico, proprio a pochi passi dalla Cattedrale cittadina. Nella chiesa di San Domenico è andata in scena la sfilata di moda ampiamente pubblicizzata sui giornali e sui social network. Sembra che vogliano riempire le chiese delle più stravaganti iniziative. E non vorrei ancora aggiungere di quel sacerdote che ha rinunciato a celebrare la Santa Messa a Natale… per rispetto degli immigrati. E anche qui a Verona, proprio vicino a noi, in una chiesa vicino a San Martino Buon Albergo, un Sacerdote ha organizzato la festa dell’Ultimo dell’Anno con cena e giochi…conditi poi da una riflessione. Io posso capire tutto: che un Sacerdote organizzi una grande festa, che si mangi insieme, che lui si vesta pure da pagliaccio… ma non in una chiesa!
 
Povero Gesù Cristo, povera Chiesa Cattolica. Come si è ridotta Santa Madre Chiesa!La profanazione c'è, eccome se c'è!
Fin da bambino io sono stato educato dai miei genitori e dalla mia nonna al mistero e alla riverenza dovuta al luogo sacro. Mi è stato insegnato che sull’altare si celebra il miracolo più grande, la Santa Messa, e c'è il tabernacolo, dove risiede Gesù vivo e vero. E come si giustifica questo? Come se la giocano? Qual’è la loro astuta ragione? I poveri! Chi organizza queste cose dice che tutto questo non è desacralizzante. E dicono: “Gesù ha istituito l'Eucaristia durante una cena e i poveri sono sempre stati aiutati dalla Chiesa”. Ma non ci sono altre strutture diocesane per fare questo? Bologna, per esempio, è famosa in tutta Italia per le strutture che ha… ma no…in Cattedrale a San Petronio! Le diocesi in Italia, di solito, dispongono di molte strutture per organizzare pranzi, e cene per i poveri, ma anche per tutti.
 
Si tenta anche di dimostrare che non c’è profanazione nel fare pranzi e cene in chiesa, con la motivazione che anche nei primi secoli avveniva questo e che questa cosa si faceva già nei primi tempi della Chiesa. Si prende in prestito il modello patristico e medioevale: è vero che qualche volta, anzi più di qualche volta venivano raccolti i fedeli dentro la chiesa, ma erano occasioni dovute alla gravità e all’emergenza di momenti ben precisi… emergenze che oggi non esistono. La scelta di tornare a mangiare in chiesa con i poveri, che era quello che succedeva nei primi secoli del Cristianesimo, è sbagliata e senza alcun fondamento.
Il Concilio di Trento e tutta la Tradizione hanno sviluppato il grande valore della sacralità del luogo sacro, soprattutto della chiesa, dell’altare e del tabernacolo. Ricordate certamente le balaustre per delimitare l’area sacra del presbiterio e il tabernacolo coperto perché non si poteva guardare con gli occhi il luogo sacro della presenza reale di Gesù nell’Eucaristia. Questi valori hanno fatto la storia della Chiesa Cattolica e la storia non può essere calpestata e messa in soffitta.
 
E i cattolici che si permettono di fare delle osservazioni legittime vengono considerati in malafede. Ma non è questo il punto!
Il punto è che io posso offrire ai poveri il cibo, ma non in una chiesa o in una cattedrale! Invece chi dice questo passa oggi come tradizionalista dal cuore duro, che non è sensibile ai poveri… non come persona che vuole impedire la profanazione dei luoghi sacri. Non è necessario profanare i luoghi sacri per aiutare chi ha veramente bisogno!
In queste occasioni viene citato il Vangelo: «Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?» Mt 20,15 e anche: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo» Mc 7,20 oppure la Prima Lettera di Giovanni: «Chi non ama il fratello che vede, non può amare Dio che non vede» 1Gv 4,20. Questo per dire che è legittimo mangiare in chiesa con i poveri. E chi non è d’accordo con questo modo di fare viene bollato come fariseo dal cuore duro.
Forse si dimentica però il testo del Vangelo di Giovanni al cap. 2,12-25, quando Gesù, scaccia i venditori dal tempio, con la frase centrale: «Non fate della casa del Padre mio un mercato!... I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divorerà» Gv 2,16-17 e Sal 69,10 e ancora: «Non sta forse scritto: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni?» Mc 11,17.
 
Dio ha sempre chiesto un onore particolare per la sua casa e se una casa è Santa, allora nella più alta Santità deve essere conservata. Il Signore è intervenuto sempre per insegnare al suo popolo che Lui non tollera la profanazione dei luoghi Santi.
Mi viene in mente un episodio che mi ha colpito. Santa Gemma Galgani, quando lei andava in chiesa a pregare davanti al SS. Sacramento, sentiva a volte un rumore in fondo alla chiesa, si voltava per vedere chi era e vedeva il suo Angelo Custode. La storia dice che il suo Angelo Custode le abbia detto: “Poiche hai fatto questo, io per una settimana non ti rivolgerò più la parola, perché tu quando sei in chiesa, qualunque cosa accada, non devi voltarti, ma guardare Gesù Eucaristia”.
Anche Padre Pio raccomandava - si legge negli epistolari - una gran compostezza, anche nell'abito, dentro la casa di Dio.
Joseph Ratzinger in uno dei suoi tanti libri scrive così: “L'edificio sacro rende possibile la riunione liturgica. Questo è il primo e unico motivo per cui esistono le chiese cattoliche. La convocazione, l'assemblea ha un suo scopo: il culto. Quindi la liturgia è lo scopo dal quale deriva e verso quale tende l’esistenza stessa di una chiesa”. La chiesa viene consacrata con l'olio del crisma. Viene consacrato l'altare e vengono messe le croci sui muri.
San Cirillo di Gerusalemme, un Padre della Chiesa, pone un parallelismo tra la parola “sinagoghè”, che in latino si traduce con “convocatio”, quindi la convocazione dei fedeli e la parola greca “ekklesia”, che significa comunità. La comunità riconosce se stessa quando si riunisce per l'azione liturgica.
Monsignor Zuppi, Vescovo di Bologna ha detto non c'è stato niente di male nell’organizzare il pranzo nella Chiesa Cattedrale… perché è stata fatta una cena umana che è il riflesso della cena eucaristica. La sana dottrina dice che l'Eucaristia è un entrare - e sono ancora parole di Benedetto XVI - nella liturgia celeste, cioè, anche se siamo in chiesa, con l'azione liturgica entriamo nell’azione divina ed è un divenire contemporanei dell'atto di adorazione di Gesù Cristo. Anche qui purtroppo si sta facendo strada la visione della Santa Messa come banchetto e non più come sacrificio.
Proviamo ad andare dai nostri fratelli ortodossi e chiedere loro di organizzare cannelloni al forno e vitello arrosto, sotto lo sguardo ieratico e solenne delle icone poste nelle iconostasi e poi vediamo che cosa ci rispondono.
Sempre il grande Cardinal Ratzinger, nei lontani anni ‘70 faceva una profezia: “Ogni chiesa può esserci tolta se si spegne la forza che la giustifica”.
 
La Santa Vergine sia la nostra guida in questo momento di grande confusione e smarrimento, perché la Chiesa conservi accesa la lampada della vera Fede Cattolica. La Madonna ci aiuti, come ha fatto il Venerdì Santo davanti alla morte del suo Figlio Gesù. Come Lei ha tenuto accesa la fiamma della Risurrezione e della Vita, così a noi oggi è dato il compito e anche la grazia di tenere accesa, nonostante le prove, la luce della Fede Cattolica e la luce delle nostre chiese, dove abita Gesù Eucaristia, fonte e culmine della nostra fede.
 
Sia lodato Gesù Cristo.

Tratto liberamente da una Catechesi di don Alessandro Minutella
su Radio Domina Nostra.

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