Header

  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7

 

  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7

Benedetto3Dio è «l’amor che move
il sole e l’altre stelle» Dante, Paradiso.


Cari fratelli e sorelle, mentre la teologia pagana divinizzava gli elementi e le forze del cosmo, la fede cristiana, portando a compimento la rivelazione biblica, contempla un unico Dio, Creatore e Signore dell’intero universo. È l’amore divino, incarnato in Cristo, la legge fondamentale e universale del creato. Ciò va inteso in senso non poetico, ma reale. Così lo intendeva lo stesso Dante, quando, nel verso sublime che conclude il Paradiso e l’intera Divina Commedia, definisce Dio «l’amor che move il sole e l’altre stelle» Paradiso, XXXIII, 145. Questo significa che le stelle, i pianeti, l’universo intero non sono governati da una forza cieca, non obbediscono alle dinamiche della sola materia. Non sono, dunque, gli elementi cosmici che vanno divinizzati, bensì, al contrario, in tutto e al di sopra di tutto vi è una volontà personale, lo Spirito di Dio, che in Cristo si è rivelato come Amore cfr. Spe salvi, 5.

Benedetto2«Tutto sembrerà perduto,
ma nella fase più drammatica della crisi,
la Chiesa rinascerà».

«Si va costituendo una dittatura del relativismo».

Vogliamo celebrare questa Santa Messa elevando la nostra preghiera di suffragio per Papa Benedetto XVI. Vogliamo farci aiutare da lui e dalle sue parole per tracciare il nostro impegno di cristiani nel mondo di oggi. E lo faremo con le sue stesse parole, pronunciate in due momenti molto lontani tra di loro: il primo sentiremo il sacerdote Joseph Ratzinger; nel secondo sentiremo le sue parole da Cardinale e Decano della Santa Chiesa. Sono parole molto forti e profonde sulla situazione della Chiesa e sul come i cristiani possono vivere il loro Battesimo e la loro fede nel mondo di oggi.

Francesco Cimabue«Hic locus sanctus est» Scritta alla porta della Porziuncola.

Per più di 100 anni i frati, Fratelli di San Francesco, hanno retto questo tempio e hanno prestato il loro servizio nel Cimitero Monumentale di Verona. Ancora oggi queste mura e queste pietre sono intrise dello spirito francescano.

Francesco nacque ad Assisi nel 1182 da Pietro di Bernardone, ricco mercante di panni e dalla nobile provenzale Giovanna. Da una vita giovanile, spensierata e mondana, dopo aver incontrato i lebbrosi, si convertì al Vangelo e lo visse in povertà e letizia, seguendo il Cristo umile, povero e casto. Insieme ai primi fratelli che lo seguirono, attratti dalla forza del suo esempio, predicò l'amore del Signore, contribuendo al rinnovamento della Chiesa. Innamorato del Cristo, centrò nella contemplazione del Presepe e del Calvario la sua esperienza spirituale. Portò nel suo corpo i segni della Passione di Gesù, con il dono che Dio gli fece delle stimmate. Per questo Francesco può dire, come san Paolo: «Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo» Gal 6,14. San Francesco fu ispiratore e padre delle famiglie religiose maschili e femminili, che da lui prendono il nome. Pio XII lo proclamò patrono d'Italia il 18 giugno 1939.

San Francesco, prega per noi!


Entriamo ora  come in punta di piedi e in preghiera
nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e nella Porziuncola...

Angelo di Fatima«Dio ha comandato ai suoi angeli
di custodirti in tutte le tue vie»
cfr. Salmo 90,11.

La prima lettura, un passo dell’Esodo, parla dell’Angelo che il Signore manda davanti al suo popolo come protettore e come guida. Dice il Signore: «Abbi rispetto della sua presenza, ascolta la sua voce». Subito queste parole suscitano il sentimento della presenza di Dio. Ma il contesto biblico chiarisce che la presenza dell’Angelo indica che la relazione del popolo con Dio è ancora imperfetta, deve progredire. Dio non può rivelarsi pienamente, non può mettere il popolo in relazione immediata con sè stesso perché è un popolo peccatore, ribelle che si trova soltanto all’inizio del lungo cammino che lo condurrà alla Terra Promessa, alla presenza di Dio. L’Angelo è come un intermediario, è colui che fa camminare verso Dio e che contemporaneamente, in un certo senso, protegge dalla sua presenza, fino a quando il popolo sarà in grado di reggere di fronte alla sua maestà. L’Angelo ci fa ascoltare la voce di Dio; secondo la Bibbia la sua presenza accanto a noi non ha altro scopo che di metterci in relazione con lui. E Dio dice: «Ascolta la sua voce, non ribellarti a lui; perché il mio nome è in lui». Se siamo docili a questa voce interiore, che è la voce stessa di Dio, siamo condotti a una unione sempre più profonda con il Signore, simboleggiata nella Bibbia dall’entrata nella Terra Promessa, il paese dove Dio prepara i beni della salvezza.

Autobus ATV

Giorni Feriali
Linea 70 (fermata Piazzale del Cimitero)
Linee 11-12-13-51 (fermata Chiesa di San Paolo) - 300m a piedi
Giorni Festivi
Linea 94 (fermata Piazzale del Cimitero)
Linee 90-92-98 (fermata Chiesa di San Paolo) - 300m a piedi