SS. Madre di Dio 2018 - Canto del Veni Creator

Veni Creator Spiritus1
"Veni Creator Spiritus, mentes tuorum visita".
 
L’autore, oggi ritenuto il più probabile del Veni Creator è Rábano Mauro, abate di Fulda in Germania e arcivescovo di Magonza, vissuto tra la fine dell’VIII secolo e la prima metà del IX, uno dei maggiori teologi del suo tempo e profondo conoscitore dei Padri. La prima testimonianza di un uso ufficiale dell’inno si ha negli atti del Concilio di Reims del 1049, quando, all’ingresso in aula del Santo Padre, il clero cantò con grande devozione, questo inno. Ma esso doveva essere in uso già da tempo in alcune Chiese locali e monasteri. Da quando fu composto esso è risuonato incessantemente nella Chiesa...
Veni Creator Spiritus1L’autore, oggi ritenuto il più probabile del Veni Creator è Rábano Mauro, abate di Fulda in Germania e arcivescovo di Magonza, vissuto tra la fine dell’VIII secolo e la prima metà del IX, uno dei maggiori teologi del suo tempo e profondo conoscitore dei Padri. La prima testimonianza di un uso ufficiale dell’inno si ha negli atti del Concilio di Reims del 1049, quando, all’ingresso in aula del Santo Padre, il clero cantò con grande devozione, questo inno. Ma esso doveva essere in uso già da tempo in alcune Chiese locali e monasteri. Da quando fu composto esso è risuonato incessantemente nella Chiesa, soprattutto a Pentecoste, come una prolungata solenne invocazione su tutta l’umanità e la Chiesa.E a partire dai primi decenni del secondo millennio, ogni anno nuovo, ogni secolo, ogni Conclave, ogni Concilio Ecumenico, ogni Sinodo, ogni riunione importante nella vita della Chiesa, ogni ordinazione sacerdotale o episcopale e anche il terzo millennio, sono iniziati, con il solenne canto del Veni Creator. È inoltre il solo inno latino antico accolto da tutte le Chiese nate dalla Riforma e permette dunque a tutti i cristiani di essere uniti nell’invocazione dello Spirito Santo, che è colui che ci conduce alla piena unità.
Le parole del Veni Creator condensano il fior fiore della rivelazione biblica e della tradizione patristica sullo Spirito Santo. In esso è racchiusa una grandiosa visione teologica sullo Spirito nella storia della salvezza. Con il vantaggio di essere teologia orante, in chiave di lode solenne, che è l’unica chiave con cui si può parlare dello Spirito. Come tutte le cose che vengono dallo Spirito, il Veni Creator, non si è consunto con l’uso, ma si è arricchito. Se la Scrittura, come dice San Gregorio Magno, cresce a forza di essere letta, il Veni creator, è cresciuto nei secoli, a forza di essere cantato. Esso si è caricato di tutta la fede, la devozione, l’ardente desiderio dello Spirito, delle generazioni che lo hanno cantato prima di noi.
Ecco cosa scrive sant’Agostino: «Senza lo Spirito Santo noi non possiamo né amare Cristo né osservare i suoi comandamenti, e tanto meno possiamo farlo quanto meno abbiamo di Spirito Santo, mentre tanto più possiamo farlo quanto maggiore è l’abbondanza che ne abbiamo. Non è quindi senza ragione che lo Spirito Santo viene promesso, non solo a chi non lo ha, ma anche a chi già lo possiede: a chi non lo ha perché lo abbia, a chi già lo possiede perché lo possieda in misura più abbondante» Agostino, Omelia 74,2.
Il Patriarca greco ortodosso Ignatius IV Hazim6, così sottolineava la necessità della presenza dello Spirito: «Senza lo Spirito Santo Dio è lontano, Cristo rimane nel passato, il Vangelo è lettera morta, la Chiesa è una semplice organizzazione, l’autorità è una dominazione, la missione una propaganda, il culto una evocazione, e l’agire dell’essere umano una morale da schiavi. Ma nello Spirito Santo il cosmo è sollevato, Cristo risorto è presente, il Vangelo è potenza di vita, la Chiesa significa comunione trinitaria, l’autorità è un servizio liberatore, la missione è una Pentecoste, la liturgia è memoriale, l’agire umano è divinizzato».
 
Sono ben quattro i motivi che ci aiutano oggi a fare festa e a celebrare questa solenne Eucaristia di lode. Il primo: oggi inizia il nuovo anno civile e la Prima Lettura in particolare ci dona la benedizione del Signore con quelle bellissime parole: «Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace». Il secondo: la Chiesa ha posto il primo giorno dell’anno la Festa di Maria SS. Madre di Dio… quasi per mettere il nuovo anno sotto la protezione del manto di Maria. Il terzo motivo: ogni anno, il 1 gennaio, si celebra anche la Giornata Mondiale della Pace. Il quarto motivo: da secoli la Chiesa intona oggi il canto del Veni Creator Spiritus, perché lo Spirito Santo guidi le nostre azioni nel nuovo anno con la sua forza e la sua potenza.

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