Battesimo di Gesù 8 Gennaio 2017

Parr. Santa Maria Immacolata27 novembre: Prima Domenica di Avvento e io sono chiamato a celebrare il Battesimo di Edoardo di 7 anni e Michele di 5. Ho conosciuto questa famiglia in occasione della morte del nonno, circa due anni fa e i genitori di questi bambini mi esprimono un loro desiderio: “Puoi celebrare tu il Battesimo di Edo e Miky?”. Il Parroco di Santa Maria Immacolata è d'accordo.

La Festa del Battesimo di Gesù segna per così dire una cerniera tra il tempo di Natale, con le sue feste suggestive e coinvolgenti, con il tempo della vita pubblica, intessuta di quotidianità, di cose ordinarie, della vita di tutti i giorni, in cui Gesù ha voluto inserirsi… una vita normale, come ogni persona che vive in questo mondo, come ognuno di noi.

27 novembre scorso: Prima Domenica di Avvento e io sono chiamato a celebrare il Battesimo di due bambini: Edoardo di 7 anni e Michele di 5. Ho conosciuto questa famiglia in occasione della morte del nonno, circa due anni fa e i genitori di questi bambini mi esprimono un loro desiderio: “Puoi celebrare tu il Battesimo dei nostri bambini?”. Un Battesimo “strano” di due bambini un po’ cresciuti, una famiglia con la quale ho condiviso la morte del loro caro, insomma… un dono di Dio per me… quei doni che ti arrivano tra capo e collo, una richiesta che non ti aspetti, ma che ti riempie il cuore di gioia e di fede. In questo tempo di Natale abbiamo proprio imparato che il nostro Dio è imprevedibile e stravolge i nostri programmi e anche la nostra vita. Il Parroco capisce la situazione ed è d’accordo: il Battesimo sarà celebrato nella Messa serale della Comunità…e mi invita a preparare io la famiglia per il grande momento.

Una decina di giorni prima li vado a trovare una sera prima di cena. Ci sono tutti e dopo un po’ arriva anche la nonna. Parliamo come se ci conoscessimo bene…ma non è così. Un’ora e mezzo di incontro sul rito, sui segni e sul significato del Battesimo…ma sono in sostanza tre parole che guidano la nostra serata: fede, vita e morte. Di morte si parla poco…tanto invece di vita e di fede. I genitori sono consapevoli che si assumono un impegno forte verso i figli e i bambini fanno domande su domande… soprattutto Edoardo che va già al catechismo. Edo si impegna anche a scrivere una preghiera di ringraziamento per il nonno che leggerà quella sera in chiesa. Posso affermare, senza ombra di dubbio, che il battesimo per Edo e Michele è iniziato già ancor prima dei segni previsti dalla liturgia.

La celebrazione è stata molto bella, con la presenza della Comunità, ma soprattutto con l’impegno forte di educare questi bambini ad incontrare Gesù nella loro vita.
La parola Battesimo, significa letteralmente "immersione": attraverso il rito fondamentale dell'acqua immerge nella realtà di Dio e nella storia di Gesù, della quale si diventa parte. Anche Gesù ha vissuto questo rito di immersione, che al suo tempo aveva un significato diverso. Era un rito di purificazione che prevedeva il pentimento dai peccati e la promessa di cambiare la vita. Gesù lo vive manifestando così la sua immersione nel mondo. Lui è Dio e ha deciso di immergersi nella realtà umana fino in fondo. Giovanni Battista, che ha un idea un po' diversa di Messia, vorrebbe impedire a Gesù di compiere questo gesto. Per il Battista il Messia deve venire a scacciare con decisione i peccatori e a ristabilire il bene sul male con forza e potenza. Non ha quindi senso questo gesto di umiliazione di Gesù. Ma è qui la novità che Gesù manifesta proprio con il gesto di mettersi in fila con gli altri peccatori. Gesù è solidale con loro, non nel peccato, ma nella condizione di fragilità. La salvezza verrà da questo amore infinito e totale. Tutta la storia di Gesù in seguito mostrerà questa totale immersione di Gesù nel genere umano, fino a diventare quasi scandalosa: tocca i lebbrosi, mangia con i peccatori, trasgredisce il sabato.... E proprio nel momento più "basso" del rito, quando si immerge nell'acqua "sporca" dei peccati umani, la voce dal cielo arriva a confermare Gesù: "Questo è il mio Figlio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento". Dio abita proprio in questo Gesù, così umano e umile, così in basso e così vicino ai peccatori da esser scambiato quasi come loro... La salvezza viene dall'amore, dal perdono, dalla misericordia...

Chi viene battezzato oggi nella comunità cristiana, viene immerso in questo stile e progetto di vita, quello di Gesù. Se non abbiamo scelto il giorno del Battesimo perché eravamo troppo piccoli, come Edo e Michele, possiamo però scegliere di rimanere o meno in Lui con le scelte di ogni giorno e con la ricerca continua di conoscere Gesù e il suo messaggio. Edoardo e Michele hanno ricevuto il nome, quello che i loro genitori hanno scelto e che finisce sui documenti della Chiesa e della società, e hanno ricevuto il nome di Cristo che portano ora scritto nel loro spirito e nella loro anima. Sono stati immersi in Gesù e sono chiamati a rimanervi per la vita, ma con piena libertà. Ho detto prima che il loro battesimo è iniziato molto prima del rito di quella domenica, perché ho visto davvero una comunità attorno a loro, composta dai genitori, dalla nonna, dai padrini…persone che sono in un vero cammino di fede, aperti a conoscere e amare Gesù. Edo e Michele, poi, sono immersi in una comunità cristiana che testimonia l'amore per il Vangelo. È questo il nostro compito quando pensiamo ai bambini che vengono battezzati e anche a tutti coloro che crescono come cristiani attraverso le varie tappe della vita. Siamo chiamati a rimanere tutti immersi in Gesù e nel suo Vangelo…come siamo immersi noi il giorno del nostro Battesimo e ogni giorno che viviamo.

Ed è bello pensare che Dio, dal cielo, guardando in basso verso di noi può ripetere come fece su Gesù: "Ecco i miei figli amati, in voi ho posto il mio compiacimento...". Ed è bello pensare che nonno Matteo, dal cielo, guiderà Edo e Michele nel cammino della vita. Per questo terminiamo questa nostra riflessione con la preghiera che Edoardo ha scritto in quei giorni per il suo amato nonno.

Ciao caro nonno Matteo,
in questo giorno importante per me e per Michele, tu non sarai al nostro fianco.
Quando eravamo insieme con te io e Miky ci divertivamo moltissimo.
Ora che sei lassù, proteggici da tutto.
Sei il nostro angelo. Nonno, per noi sei stato il nonno migliore del mondo.
Ti vogliamo bene.
Edo e Michele

Grazie di cuore a questa famiglia, a Melissa e Nicola, due grandi genitori che amano veramente i loro figli; grazie alla nonna che è presente e che li aiuta ogni giorno; grazie ai padrini, che aiuteranno i genitori in questo compito cosi grande e importante e grazie a don Giuseppe, il Parroco di Santa Maria Immacolata. Grazie infine a Edo e Michele, che sebbene ancora bambini, hanno accolto questo dono per la loro vita. Grazie a Te, Signore Gesù, che sempre operi cose meravigliose nella nostra storia e nella nostra vita.

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