Preghiera e Liturgia

Te Deum 31 Dicembre

Te Deum1«Te Deum laudamus, Te Dominum confitemur».
«T
e hominem laudamus».

Nell'ultimo giorno di quell'anno il Buon Dio era in Cielo e guardava in giù, in una piccola chiesa dove la gente si accingeva a cantare il Te Deum. La chiesa non aveva più campanile né campane e il vecchio parroco aveva dovuto tappare alla meglio i grossi buchi delle mura e del tetto, perchè i fedeli, nei giorni di pioggia e di neve non si bagnassero troppo.


Laggiù c'era Leone: la sua casa era stata bruciata e ora abitava in una fredda soffitta. C'era Teresa: i tedeschi non le avevano lasciato né mobili né biancheria e veniva alla funzione con un cappotto preso in prestito. C'era la povera Maddalena: suo marito era stato ucciso sotto i suoi occhi. C'era Silvino, che aveva tre figli prigionieri. E Teodoro, che aveva avuto la moglie e due figlie seppellite sotto le macerie. E Margherita, che nella fuga aveva perso il suo bambino e nessuno sapeva più niente di lui. E Giampietro, accecato da una scheggia di fucile... e poi tutti gli altri che non sapevano più dove andare, né cosa mangiare perchè i tedeschi portavano via tutto dalle case e dalle botteghe.
Erano lì, tutti insieme, l’uno vicino all’altro nella loro piccola chiesa. Qualcuno piangeva... qualcuno pregava a voce bassa. Ma tutti, al momento giusto e al suono dell'organo, iniziarono a cantare, con voce attenta e devota, il Te Deum dell'ultimo giorno di dicembre “per tutte le grazie e i benefici ricevuti nel corso dell'anno, come il vecchio parroco aveva loro insegnato.
Nell'ascoltarli, il Buon Dio fu preso da stupore e da ammirazione.
E disse agli Angeli in cielo: “In verità vi dico: l'uomo è una santa creatura. Guardate tutta quella povera gente: dodici mesi fa mi avevano affidato il loro anno affinchè fosse buono... avevano cantato per me il “Veni Creator Spiritus” per ottenere doni e cose belle... e io l'ho caricato per loro di calamità e di spaventi; avevano implorato la pace, ma c'è stata per loro la guerra; mi avevano chiesto il pane quotidiano, ma hanno avuto la fame e la miseria; avevano creduto di mettere in salvo, nelle mie mani, le loro famiglie e la loro patria, ed Io ho stritolato la loro patria e le loro famiglie... Certo, avevo i miei buoni motivi, non posso ripulire il mondo senza metterlo sottosopra... come è successo al tempo di Noè.
Ma questo è un lavoro da Dio, nel quale nessuno vede chiaro all'infuori di me. Essi, gli uomini, non sanno quello che faccio, né perchè lo faccio, né a quale bene io lavori... loro non fanno altro che portarne il peso. Eppure eccoli qui che mi lodano e mi ringraziano come se avessi protetto le loro piccole esistenze, secondo la loro preghiera di un anno fa.
In verità la loro fede è grande...
Li udite che cantano: “Sanctus, Sanctus, Sanctus!” a voce spiegata?
Allora voi pure, Angeli e Santi tutti, cantate in cielo un cantico di onore per tutti quegli uomini e donne che nella disgrazia mi rendono lode”.
Nella piccola chiesa si era appena cantato:
Te Deum laudamus, Te Dominum confitemur.
Te Signore lodiamo, in Te Signore confidiamo”.
E il Buon Dio, nell'alto dei cieli intonò:
Te hominem laudamus.
Te uomo noi lodiamo”.
E gli Angeli in cielo cantarono e lodarono l'Uomo.

Marie Noel – Diario Segreto

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